Equilibri precari

È finita in parità tra Lazio e Juve ieri pomeriggio. Un risultato che, in partite come questa, fondamentali per la qualificazione alla Champions, non ci danno grandi speranze.

La partita è cominciata con un primo tempo senza troppe pretese, mentre nel secondo, la Juve si è portata in vantaggio grazie ad un’azione di Kolo Muani che ha fatto gonfiare la rete al 51esimo minuto. Al 60esimo minuto però, per un’azione fallosa, inizialmente non vista dall’arbitro, Pierre Kalulu ha dato una manata a Castellanos e, come è successo per Yildiz, ha dato cartellino rosso con espulsione diretta e salterà così le ultime due prossime partite: quella in casa contro l’Udinese e quella in casa del Venezia.

Per quanto le opinioni sul rosso, anche in base alle immagini a cui si sono appesi al VAR siano discutibili, trovo scandaloso che, ad un minuto dal 90esimo, l’arbitro decida di far giocare i giocatori per altri 7 minuti di recupero, andando così ad aumentare il rischio per la Juve stessa di subire goal, e così è avvenuto.

Se l’arbitro avesse deciso di non far giocare dopo il 90esimo, a quest’ora la Juve sarebbe qualificata per la Champions e non starebbe vacillando in questo equilibrio precario, dettato anche dalla classifica, dove vede la Juve al quarto posto ma dietro di sé ci sono Lazio, Roma e Bologna, tutte distaccate le une dalle altre da un punto solo.

Un punto che, in caso di vittoria di una delle squadre, può cambiare le sorti in tavola di tutta la classifica e la Juve così, rischia, di finire in Europa League o in Conference League.

Insomma, un equilibrio precario e vacillante che vede quattro squadre pronte a prendersi quella qualificazione oppure prendere la sconfitta totale, ma così non può andare bene. Non se ti chiami Juventus.


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